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PATHs: quando l’arte parla di identita’ e globalizzazione

Da Redazione

Gennaio 27, 2025

PATHs: quando l’arte parla di identita’ e globalizzazione

Aperta fino al 3 novembre 2024 presso Palazzo Pisani Revedin, questa incredibile mostra accompagna i visitatori in un viaggio artistico fatto di installazioni, video, fotografie, dipinti e performance, concepito  come una lunga riflessione sulla complessità dell’identità personale in un mondo globalizzato.

Diciotto gli artisti provenienti da diverse parti del mondo, tra cui quattro italiani: il pittore Ennio Spadini, il fotografo Marco Tassini, lo scultore Cristian Pietrasanta (che vive in Argentina) e il giovane Leonardo Dubois dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, che ha partecipato a una performance – in occasione del vernissage – ideata da Alexandra Mas, artista impegnata nel movimento artivista, la cui installazione multisensoriale “Tenalach”, crea una connessione profonda tra umanità e natura, esortando gli spettatori a riconnettersi con l’ambiente.


Altro artista di spicco che espone nei grandi musei internazionali, Haralampi G. Oroschakoff affronta i temi dell’identità culturale, esaminando i legami tra Oriente e Occidente, ispirato dai diari di viaggio del XIX secolo.

Notevoli anche le opere “Triquetra Flesh” di Brad Noble, una meditazione sulla vulnerabilità umana, e le sculture di Dodi Reifenberg, realizzate con sacchetti di plastica e simbolo della crisi ambientale. RReifenbergha inoltre vinto l’Artivism Award 2024 per la sua Opera sull’Inquinamento Globale.

L’esposizione include inoltre “PATHs – Postcards to Venice”, un’installazione collettiva di otto metri che integra le voci di tutti gli artisti partecipanti, incarnando lo spirito del dialogo e della cooperazione.

“PATHs” è arricchita da eventi correlati come gli Artivist Awards, che celebrano artisti impegnati in questioni sociali ed ecologiche urgenti, e un’esplorazione unica dell’intelligenza artificiale nell’arte, che fonde il tradizionale con il digitale.

Curata dal gallerista americano Peter Hopkins con la co-curatela di Diana Hohenthal und Bergen di Berlino e in collaborazione con DeFineArt, “PATHs” è il frutto di una visione artistica che unisce temi sociali, ecologici e comunque globali. DeFineArt, concepito come punto di incontro tra SHIM (piattaforma a livello mondiale per artisti, gallerie e fiere d’arte) insieme alla rivista parigina THE EDGE Mag, crea un progetto collettivo che abbraccia la diversità e l’arte come strumenti di riflessione e cambiamento. In un’epoca di crescente individualismo, “PATHs” promuove una visione comunitaria, enfatizzando il potere dell’arte come ispiratrice di un cambiamento.

 

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Orari: Lunedi: chiuso / Mart-Dom: 10.30-13.30 _ 14.00-18.30

 

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Il centro culturale dello storico Palazzo Pisani Revedin, nato nel 2021 come“spazio di conoscenza, confronto ed esperienza, aperto alla condivisione tra persone curiose”, è senza dubbio il luogo perfetto per accogliere quest’esposizione che vuole essere un allineamento concettuale con il concept della Biennale Arte 2024 “Stranieri ovunque” offrendo anche una prospettiva innovativa sul potere dell’arte come strumento di cambiamento.

 

 

Articolo inviato da:
Giordana Sapienza
Giordana Sapienza PR Consultant
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