Identificazione delle vittime migranti: l’Italia protagonista nel progetto internazionale MDVI
Da Redazione
Giugno 05, 2026
Cristina Cattaneo ed Emilio Nuzzolese tra le figure italiane impegnate nello sviluppo di standard europei per la Migrant Disaster Victim Identification
L’Italia conferma il proprio ruolo di primo piano nel percorso internazionale dedicato all’identificazione delle vittime della migrazione attraverso il contributo scientifico e operativo di Cristina Cattaneo ed Emilio Nuzzolese, attivamente coinvolti nel progetto Migrant Disaster Victim Identification — MDVI.
Il progetto MDVI nasce con l’obiettivo di sviluppare procedure condivise, scientificamente validate e coordinate a livello europeo per l’identificazione delle vittime dei disastri migratori, con particolare riferimento alle tragedie che interessano le rotte del Mediterraneo e dei Balcani.
L’iniziativa rappresenta un’evoluzione delle tradizionali procedure di Disaster Victim Identification — DVI, adattate alla complessità dei contesti migratori, nei quali le vittime risultano spesso prive di documenti, riferimenti anagrafici immediatamente disponibili o dati sanitari facilmente reperibili.
Attraverso la raccolta e la comparazione di informazioni ante mortem e post mortem, tra cui dati odontologici, documentazione sanitaria, descrizioni antropometriche e informazioni fornite dai familiari, il progetto MDVI mira a rafforzare la capacità degli Stati europei di garantire identificazioni tempestive, trasparenti e rispettose della dignità delle persone decedute.
In questo percorso, la Professoressa Cristina Cattaneo, medico-legale e direttrice del LABANOF — Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell’Università degli Studi di Milano — rappresenta uno dei principali riferimenti europei nell’ambito dell’identificazione delle vittime di disastri, naufragi e contesti migratori complessi. Il suo contributo ha favorito lo sviluppo di modelli interdisciplinari fondati sull’integrazione tra medicina legale, antropologia forense e genetica.
Accanto alla dimensione accademica e scientifica, assume particolare rilievo anche l’impegno del Professor Emilio Nuzzolese, odontologo forense e responsabile del LIPOF — Laboratorio di Ricerca nella Identificazione Personale e Odontologia Forense dell’Università di Torino. Nuzzolese promuove da anni l’integrazione dell’odontologia forense nei protocolli di identificazione, valorizzando il ruolo dei dati odontologici nella comparazione ante mortem/post mortem.
Il suo contributo si è sviluppato anche attraverso attività operative e di volontariato in diverse aree del territorio italiano, tra cui Sicilia, Puglia e Piemonte, con iniziative dedicate alla raccolta, gestione e valorizzazione dei dati odontologico-forensi e alla formazione di professionisti coinvolti nei processi identificativi.
Il gruppo internazionale MDVI, costituito nel 2023, riunisce oggi oltre duecento professionisti provenienti da diversi Paesi europei. Tra i principali obiettivi figurano lo sviluppo di metodi innovativi per la gestione dei dati ante mortem e post mortem, la creazione di una rete europea di hub forensi, la formazione di giovani ricercatori ed esperti e la definizione di standard comuni per l’identificazione delle vittime migranti.
L’identificazione delle vittime della migrazione non costituisce soltanto un’attività tecnico-scientifica, ma rappresenta un atto di responsabilità istituzionale, giuridica e umanitaria. Restituire un nome significa restituire identità, memoria e dignità alle persone decedute, offrendo al tempo stesso risposte concrete alle famiglie e alle comunità coinvolte. Attraverso il contributo di professionisti come Cristina Cattaneo ed Emilio Nuzzolese, l’Italia partecipa attivamente alla costruzione di un modello europeo più coordinato, rigoroso e umano per affrontare una delle sfide più delicate della medicina legale contemporanea.
Articolo inviato da:
Monica Ranieri
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